finzioni e pensieri latenti

– Perchè io il quotidiano non lo compro, preferisco trovarlo e leggerlo la sera, così sto un giorno avanti o indietro, chissenefrega.

– aeroporto

…e staziono qui, su di una panchina, a guardare il mondo compresso in uno schermo blu e migliaia di trolley colorati.

– La città di giorno è degli stranieri. Russi, ucraini, albanesi e neri. La sera è dei conti, dei proletari, dei genitori e dei figli di puttana.

libraccio

Una scena che si ripete, mamma e figlia camminano goffe stringendo tra le braccia enormi sacchetti di plastica, rigonfi, bucati qua e là come crivellati da colpi d’arma da fuoco, resistono al peso dei libri. E’ luglio, si va a venderli da qualche libraio sfidando la calura estiva. La scuola appena finita è già ricominciata.

– Pianoro (località in provincia di Bologna)

L’uomo come la scimmia. Le donne immobili, una vicino all’altra osservano l’operatività dell’animale. Attenti Moai, immobili, attendono un cenno. Lui prima procaccia il cibo ed ora organizza la monnezza. Stringe i manici di un sacchetto di plastica rendendo comodo l’atto ambientalista. Si china senza piegare le ossute ginocchia, le gambe dritte come fusi e il culo enorme alla mercè di tutti, la schiena abbassata. Come dono ai propri Dei impassibili nella loro ignoranza, mostra la propria opera fiero come un gorilla nel proprio arem. Grottesco, scimmiesco.

alessandromala

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